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Home : La Contrada : L'Oratorio della S.S. Trinità


L'Oratorio della S.S. Trinità

a cura di Aldo Giannetti

Veduta esterna dell'Oratorio
Veduta esterna dell'Oratorio
Questa bellissima chiesa, oggi oratorio della contrada è situata dietro l’abside della Basilica dei Servi, in uno slargo di via Valdimontone adiacente al museo delle vittorie. Già esisteva alla fine del 1400, in quanto, come ci dicono alcune scritture del concistoro, fu fatta una petizione al comune di Siena nel 1499 per chiedere un sussidio per rifare la chiesa. Nel secolo XVI e più precisamente dal 1509 iniziarono continui lavori di abbellimento e di decorazioni che si protrassero per quasi due secoli.
Come dimostrano le scritture del concistoro e le notizie e memorie del patrimonio resti ecclesiastici, troviamo carte e ricevute di spese che si fecero in quel periodo e che dimostrano l’importanza dei lavori eseguiti. Non si conosce il nome dell’architetto di questo tempio, mentre sono tutti noti gli artisti a cui furono affidate nel 1500 e nel 1600 le opere e le pitture che lo decorano.


Parete di fondo e porta di ingresso
Parete di fondo e porta di ingresso
La tipologia architettonica del nostro oratorio è ad impianto longitudinale a navata unica con aula bipartita, successivamente arricchita con un pronao o portichetto.
Gli stucchi in bianco ed oro costituiscono un fine ricamo ed una cornice agli splendidi dipinti che avvolgono completamente il soffitto e le pareti, furono applicati e in massima parte dorati dal maestro Prospero Antichi da Brescia o Brescianino e da Lorenzo di Cristofano Rustici. Nel 1587 in occasione della festa fu inaugurata la tela dell’altare di Alessandro Casolani raffigurante le tre Marie dolenti sotto la croce, che fa da sfondo al crocifisso bronzeo realizzato nel 1575 dal Brescianino, ma fuso a Siena da Alessandro d’Anton Vannini.
Ai lati della parete dell’altare sono situate due nicchie con le statue del santo Re David e del Redentore risorto opere del milanese Ambrogio Buonvicino realizzate tra il 1579 e 1580. Sotto nei piedistalli ai lati dell’altare stanno appesi due scudi coronati con gli stemmi in oro del Montone, mentre la lampada in ottone che pende sopra di esso è un pregevole lavoro del XVII secolo di autore sconosciuto.


Parete laterale destra e porta di ingresso
Parete laterale destra e porta di ingresso
Sopra le porte ai lati dell’altare, due piccoli dipinti di Astolfo Petrazzi, Gesù morto in grembo alla madre e la fuga in Egitto. Nel prospetto dell’arco sulla tribuna dell’altare, sopra la lunetta della finestra, è raffigurata la Santissima Trinità nell’alto dei cieli opera di Giuseppe Nicola Nasini; nelle superfici laterali della lunetta, inginocchiati sul cornicione troviamo due angeli a stucco opera di Giuseppe Mazzuoli. Al di sotto, ai lati, troviamo opere di Ventura Salimbeni: la missione di predicare il vangelo conferita da Gesù agli Apostoli, ed il roveto di Mosè. Lo stesso pittore nei quadretti della volta dell’altare realizzò scene del vecchio e del nuovo Testamento, la S.S. Trinità, l’Onnipotente e la cacciata di Adamo ed Eva, il sacrificio di Isacco, la discesa dello spirito santo sopra gli apostoli, ed il battesimo di Gesù. Il soffitto a volte, diviso in due campate di quattro vele sorretto agli angoli da angeli, è anch’esso opera del Salimbeni che rappresenta, nella prima -Figure di alte dignità della Chiesa, -Le Sante Vergini, -Il paradiso degli sposi, -Gruppo di santi e beati Monaci, nella seconda -I Profeti, -l’Assemblea degli Apostoli, -Gruppo di angeli, -I sette Martiri.

Parete laterale destra con l'opera 'Il Concilio Niceno e la condanna di Ario' (1696)
Parete laterale destra con l'opera 'Il Concilio Niceno e la condanna di Ario' (1696)
Il Salimbeni nel 1595 dipinse anche quattro delle sei lunette al di sopra del cornicione dove si aprono le finestre, entrando nella prima a destra si ammirano -Storia dei due testimoni e Gli angeli vendicatori dell’Eufrate, nella seconda –Visione dell’Agnello e dei 144000 Giusti, -La donna alata vestita di sole, nella terza sulla sinistra guardando l’altare –Visione iniziali di Giovanni,-Vegliardi adorano l’Onnipotente, ed infine nella quarta intorno alla finestra sopra la porta di ingresso, -Gli angeli respingono i quattro venti e -La distribuzione delle trombe. L’ultima lunetta alla sinistra fu dipinta tra il 1600-1601 da Alessandro Casolani e rappresenta, -I cavalieri dell’Apocalisse, e -L’apertura del quinto sigillo.
Sulla parete di fondo sopra la porta di ingresso è rappresentata l’opera di Raffaello Vanni, che portò a termine nell’anno 1652; rappresenta la vittoria sulla battaglia di Vouillè nei pressi di Poitiers nell’anno 507, riportata da Clodoveo re di Francia su Alarico II re dei Visigoti. Le altre quattro grandi opere pittoriche che ornano le pareti laterali sono quelle portate a termine nel 1696 dal cav. Giuseppe Nicola Nasini le quali rappresentano: sulla destra -Il vescovo Olimpo, eresiarca, che negava la Santissima Trinità e fu da Dio punito con morte improvvisa colpito da tre fulmini, il Concilio Niceno e la condanna di Ario.

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