Madre del Buon Consiglio - Venerata nell'Oratorio della Santissima Trinita, Contrada di Valdimontone
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La nostra Contrada originariamente venerò nella propria festa titolare, l'Assunzione di Maria Vergine in cielo, anche se sono sconosciuti i motivi che spinsero i montonaioli a scegliere l'Assunta come loro patrona. Nel 1661 il Valdimontone ottenne dalla Compagnia della Santissima Trinità di potersi riunire nell'oratorio della Confraternita, in quanto era sprovvisto di una sede propria.
Le celebrazioni in occasione della Festa Titolare venivano fatte di fronte al tabernacolo nel forcone dei Servi, all'incrocio di detta via con via delle Cantine, dove è rappresentata la Madonna con il Bambino tra i santi Bernardino e Girolamo. Nel 1706 la Compagnia della Santissima Trinità concesse alla contrada anche l'uso della cappella intitolata alla Beatissima Vergine Maria. Nel 1743 in conseguenza a contrasti con la Compagnia, i montonaioli, grazie ai buoni uffici di Frà Silvio Saluzzo di Genova, allora Commendatore e Rettore dell'ordine in Siena, ottennero dal Sovrano ordine dei Cavalieri Gerosolimitani, che si chiamarono in seguito di Rodi e poi di Malta, la chiesa di San Leonardo, bisognosa di restauro, vuota e mancante perfino di un'immagine sacra da venerare. Gli abitanti di Valdimontone, trovato il luogo sacro, vollero allora per celeste protettrice la Madonna dell'Assunta.
La storia della Madonna del Buon Consiglio ha inizio nell'anno 1467, quando l'immagine miracolosa dopo la morte del principe Castriotto, si trovò minacciata dall'invasione dell'Impero Ottomanno, stato turco musulmano comandato in quel periodo dal sultano Maometto II. Staccatasi dal muro di una parete della chiesa della città di Scutari in Albania, sopra una nuvola, corteggiata dagli angeli e fiancheggiata da due colonne, che rappresentavano le devote famiglie albanesi dei Giorgis e degli Sclavis, nel suo viaggio verso l'Italia sorvola il mare posandosi la sera del giorno del 25 aprile dello stesso anno su di un muro della chiesa dei Padri Agostiniani a Genazzano, a quel tempo Stato Pontificio, tra la folla che si era raccolta in occasione dei festeggiamenti a San Marco. Il registro della raccolta dei miracoli e delle grazie più distinte fatte dalla prodigiosissima immagine di Maria Santissima del Buon Consiglio di Genazzano, iniziato nel mese di marzo del 1751, raccoglie ben 103 documenti fino all'anno 1756, tutte deposizioni attestate da bolle notarili. A testimoniare la miracolosità della Madonna del Buon Consiglio sono anche gli innumerevoli ex-voto, prevalentemente per grazia ricevuta. In quegli anni la devozione stava crescendo ed in molti luoghi si innalzarano chiese in onore della Madonna del Buon Consiglio, nell'anno 1756 su incarico ed a proprie spese il Nob. Rev.mo Fabio dei Conti Bichi Canonico della Metropolitana di Siena, protettore della contrada fece dipingere una sacra immagine copia del tutto somigliante all'originale che a tutt'oggi viene venerata nel Santuario di Genazzano, nella diocesi di Palestrina vicino alla cittadina di Valmontone in provincia di Roma. L'autore dell'opera fu il pittore senese Giovanni Antonio Catani, figlio di Giovanni Domenico, assistito nel lavoro dal maestro Galgano Perpignani, ed il sacerdote Padre Tommaso Bonechi dette al volto della vergine l'ultima mano. Nel 1757 per mezzo del reverendo Giacinto Giorni, parroco di San Pellegrino alla Sapienza, fu donata agli abitatori della contrada nelle mani dell'allora priore reverendo Ignazio Nicola Forconi, perché fosse posta sull'altar maggiore in quanto la chiesa era sprovvista di immagini. Il 16 agosto il dipinto venne per la prima volta esposto alla pubblica venerazione del popolo festante. Nell'agosto del 1761 gli abitatori della contrada rivolsero una supplica all'Arcivescovo Mons. Alessandro Cervini per ottenere l'istituzione, nella Chiesa di San Leonardo, della Congregazione della Beata Maria Vergine del Buon Consiglio ed il 16 ottobre fu emanato da Mons. Orazio Bandinelli, Vicario Generale dell'Arcivescovo, il rescritto "Erectio Congregationis B.M.V. Boni Consilii in Ecclesia S.ti Leonardi in Commenda nuncupata". A seguito dei danni subiti dalla chiesa a causa del terremoto del 26 maggio del 1798 l'immagine sacra fu spostata nel salone commendatizio del palazzo adiacente e successivamente nel 1800 portata nella Chiesa di San Girolamo in seguito alla soppressione generale di tutte le corporazioni religiose e commende da parte del governo francese. Commenda voleva dire avere l'usufrutto di quello che oggi si chiama beneficio parrocchiale, cioè dei beni che sono di proprietà della parrocchia. Infine nel 1802 fece nuovamente ritorno nella sua chiesa. Il 17 luglio 1818 l'immagine fu nuovamente trasportata a San Girolamo, in quanto la chiesa recava ancora evidenti i danni del terremoto del 1798, e qui rimase fino al 16 giugno 1822. Il 24 aprile 1819, come riportato nei verbali della contrada, l'immagine fu portata in processione da Ponte a Tressa fino in Val d'Arbia. Intanto per le istanze dei montonaioli e per l'intercessione del Nobile Signore Celso Bargagli e di S.E. il Signor Governatore Cavalier Giulio Ranuccio Bianchi Bandinelli, fu concessa nuovamente la chiesa alla contrada con decreto del 14 marzo, dall' Eminentissimo Sig. Cardinale Arcivescovo Anton Felice Zondadari. I contradaioli vedendo compiuto il loro desiderio di avere un proprio tempio, lo vollero rimettere completamente a nuovo, iniziando e risolvendo in maniera definitiva i lavori di restauro che si conclusero nel 1822. Intanto furono riveduti nella Curia Arcivescovile i processi di consacrazione, e la chiesa fu ribenedetta il 17 maggio 1822 dal molto reverendo Padre Giovanni Pietro Cocchetti Parroco di S. Clemente ai Servi di Maria. La sera dello stesso giorno con una solenne processione l'immagine della nostra patrona fece ritorno nella chiesa restaurata e la domenica seguente, 27 giugno, fu celebrata una grandissima festa. In onore della nostra protettrice il 27 marzo 1824 fu celebrata una solenne Messa in requiem e musica e fece il pontificale Don Stefano Ascanio Giannetti, abate generale della Congregazione Olivetana O.S.B. Oliv. Congregatio Sanctae Mariae Montis Oliveti. Nel 1909 la contrada deliberò di officiare la propria festa titolare in occasione della ricorrenza di Maria Santissima del Buon Consiglio che cade il 26 aprile e subito fu fissata la data dei festeggiamenti per la successiva domenica infraottava. Questo l'estratto del verbale dell'Adunanza Generale del 21 marzo 1909: "Proposta di anticipare la Festa annuale per il giro consueto per rendere le onoranze ai benemeriti signori protettori cioè di posporre le Festa del 1/2 agosto alla 2a di maggio per la Festa di M.SS del Buon Consiglio, con voti 21 sì e uno contrario". Il quadro della nostra patrona restò nella chiesa di San Leonardo fino alla sua sconsacrazione e l'8 settembre 1978, con solenne processione, fu traslato definitivamente nell'oratorio della Santissima Trinità tornata ad essere chiesa ufficiale della nostra contrada. In occasione della festa dell'Immacolata Concezione l'8 dicembre 2000 l'immagine è stata ripresentata ai contradaioli dopo un accurato intervento di restauro, in quanto alla fine degli anni 90 la tela presentava cadute di colore, offuscamento prodotto da vernici alterate ed un annerimento dovuto nei secoli al fumo dell'accensione di ceri. L'apposizione dei gioielli votivi aveva provocato delle piccole lacerazioni, inoltre la tela era stata posizionata piegata nella parte superiore, che ne impediva la visione totale. Oggi una riproduzione fotografica della stessa tela nelle originali dimensioni ed adornata di tutti gli ex voto è possibile ammirarla nel museo storico della contrada. Per la storia va ricordato inoltre che è stata esposta in Cattedrale alla pubblica venerazione per la festa ed ottavario della domenica in Albis per la prima volta il 10 aprile 1763 ed a seguire negli anni 1833-1866-1877-1899-1922-1948 e finalmente dopo ben 59 anni il 15 aprile del 2007. Dopo il solenne ottavario in Duomo del 1877, l'immagine della nostra patrona doveva essere riportata nella chiesa del montone in forma modesta, secondo le istruzioni della pubblica sicurezza, ma quella forma sembrò troppo riservata e riduttiva agli abitanti della contrada ed ai popolani di Valli, i quali decisero di riportarla in sede processionalmente ed in forma solenne; nacque, un grande tafferuglio con le forze dell'ordine, vennero operati degli arresti di un certo Turchi e un tal Francini, processati due giorni dopo, il 17 aprile. Le parole del rappresentante della legge, allorché chiese la condanna, furono accolte da tutti con fischi e forti segni di disapprovazione.
Attualmente l'immagine è racchiusa da una cornice dorata ottocentesca ed intagliata della misura di 7 cm di larghezza per 11 di profondità, intarsiata dallo scultore Antonio Rosi. Il dipinto olio su tela, dopo l'intervento, ha un altezza di cm 120 per una larghezza di cm 100; la sua caratterista è la rappresentazione di un piccolo quadro dentro un quadro. Vi si può ammirare la Madonna con velo azzurro e veste rossa bordata d'oro che sorregge con il braccio sinistro il bambino anch'esso in veste rossa, il quale appoggia la guancia al volto della madre e leva un braccio a circondarle le spalle mentre con l'altra mano si tiene al bordo dell'abito, il tutto posto su di una nuvola sorretta e circondata da tre angeli serafini con veli arancio, giallo e azzurro. Fanno da contorno in alto, uno a sinistra e tre a destra degli angioletti cherubini; nella parte bassa con tonalità più scura, è raffigurato il profilo del panorama del paese di Genazzano, con i particolari delle mura del castello di Ottone Colonna, il torrino di Porta Romana ed il campanile della chiesa di San Paolo.
Infine, nell'angolo di sinistra è effigiato uno stemma ovale coronato su fondo rosso con un montone ed accanto la data di donazione 1757 simbolo di possesso.
Nella primavera del 2000 un folto gruppo di montonaioli si è recato in pellegrinaggio al santuario di Genazzano per venerare l'immagine originale, portando in dono la nuova bandiera inquartata ed il fazzoletto rosa. Nel suo pontificato Leone XIII volle aggiungere nelle litanie lauretane l'invocazione alla vergine "Mater Boni Consilii".
Lo stemma, i colori della Contrada e le immagini del Palio sono stati utilizzati
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