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IL CASSETTO DEI RICORDI DI... PIETRO BIANCIARDI
FRAMMENTI
Inizierò i miei ricordi tramandatami dai miei avi, parlandovi di un episodio curioso del palio vittorioso del Luglio1908.
Il mi nonno era il capitano dopo la corsa della vittoria veniva in Contrada passando da via Roma con i pollici infilati nel gilé, segno di tranquillità dopo una profonda emozione, quando gli si avvicinarono i suoi due mangini, i quali dissero:
"o MICCA (soprannome del mi nonno Pietro Bianciardi) bravo questo fantino (Nappa)" questi gli volevano dare la mano in senso di rispetto, il mi nonno gli diede la mano con uno scapaccione e gli disse "O che non lo volevi vincere questo Palio, era belle tutto preparato".
PROMESSA MANTENUTA
Nell’era fascista in Contrada subentrarono personaggi iscritti al fascio. Molti si ritirarono dalle dirigenze con molta amarezza. Fra questi anche il mi nonno Pietro, vedete si chiamava come me.
Nel 1937 quando il nonno stava per morire, le Sue ultime parole al figlio Piero riguardavano la Contrada, "RICORDATI DEL NOSTRO PEORO".
Nel 1946, Alfredo Pianigiani (DEDO) Capitano volle come mangini (tenenti) Piero Bianciardi e Giovanni Margiacchi.
Nel Palio di Luglio la sorte volle che ci venisse assegnato il cavallo di nome Piero che fu montato da Ganascia (Ferdinando Leoni), non fece neanche una prova, fu fatto credere zoppo. Per la corsa del palio Ganascia scappò primo e tenne tre giri sotto nerbo l’Oca che aveva Folco, il meglio cavallo, montato da Amaranto. Al bandierino la spuntò Ganascia, ma il palio fu rubato e portato in Fontebranda da un certo Gori detto (Zorro). Precipitatosi nell’Oca con Dedo e il Margiacchi con tutto il popolo del Montone, il Palio fu restituito con le dovute scuse.Il ricevimento delle Autorità, Capitani e fantini, fu fatto nella bottega del fabbro Pietro, per l’occasione tutta ROSA e davanti a tutti Piero, guardando la foto del Babbo, disse: "PROMESSA MANTENUTA".
Pietro Bianciardi
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