Era l'anno.......non mi ricordo quale, ma a quei tempi Massimone era semplicemente Massimo ed ancora non aveva raggiunto l'ambita quota 100.
Io, il Pompa, il Pepone, Tonino e appunto Massimo decidemmo di passare un fine settimana sul lago di Como, in un ameno paesino chiamato Bellagio. Devo dire che la nostra fu senza dubbio un scelta originale, tanto è, che a parte i trecento abitanti dell'ameno paesino, non c'era nessun altro.
Strano a dirsi ma organizzammo tutto sin nei più piccoli dettagli; in primis i turni a ruotare per i pasti in macchina. Io proprietario, della splendida golf color arancio, alla guida, gli altri così organizzati:
1° ora di viaggio Massimo nell'ambito posto accanto al guidatore, Claudio nel tugurio (il posto centrale nel seggiolino posteriore) Antonio e il Pompa accanto ai finestrini.
2° ora di viaggio Claudio al posto di Massimo il pompa al posto di Antonio e Massimo al posto del Pompa e così via per tutto il viaggio che durò dalle 9 alle 10 ore a seguito di tutti questi spostamenti.
Giunti finalmente a destinazione ci rendemmo subito conto che non sempre spendendo poco si ottengono ottimi servizi, l'albergo non era come descritto nel depliant o semplicemente come noi lo avevamo immaginato. Claudio, che ebbe la cattiva idea di farsi una doccia, fu prontamente redarguito dal proprietario perché aveva ammollato in terra e quella devo dire è stata l'unica occasione in cui il servizio fu pronto e solerte.
Nel paese non esisteva niente che potesse interessare cinque baldi giovani in cerca di una botta di vita e per movimentare le giornate organizzavamo o facevamo piccoli e innocenti scherzi a tutti quelli che ci capitavano a tiro, come salire lentamente le scale dell'albergo in formazione a raggiera per impedire il passo al turista tedesco carico di valige e figli, o di porgere il piatto sporco al cameriere tenendo con il pollice la punta del coltello che inevitabilmente cadeva fragorosamente in terra nel preciso istante in cui mollavamo il piatto.
Devo dire che quando giunse il giorno della partenza nessuno si tagliò le vene o si strappo i capelli ma solo oggi a distanza di tutto questo tempo, mi rendo conto quale grande responsabilità mi assunsi a trasportare quelli che allora erano solamente quattro giovani virgulti. Se per mia imperizia o per altra causa quel viaggio avesse avuto un triste epilogo oggi il Montone avrebbe avuto un altro Priore un diverso Pro vicario un censore di meno, il giornalino redatto da altri e la settimana bianca Leo se la doveva organizzare da solo.
Lo stemma, i colori della Contrada e le immagini del Palio sono stati utilizzati
con l'approvazione del Consorzio per la Tutela del Palio di Siena, ogni altro uso o
riproduzione sono vietati salvo espressa autorizzazione del Consorzio.