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Home : La Storia : La bandiera


La Bandiera

a cura di Aldo Giannetti

Con l'avvento del nuovo secolo e nell'occasione del rinnovo dei costumi del corteo storico la nostra contrada ha deciso di modificare anche il disegno della propria bandiera ufficiale. E' andata a riposo la vecchia bandiera a fiamme disegnata nel lontano 1955 che, per mezzo secolo ha simboleggiato il Montone sui libri, locandine, opuscoli e depliant.
E' doveroso precisare che in questo lungo periodo abbiamo visto sventolare alle trifore del palazzo, sul tufo o in altre manifestazioni diversi tipi di bandiere, scelte talvolta anche per motivi scaramantici. Ad identificare la Contrada al tempo attuale sarà un insegna inquartata, termine utilizzato in araldica per indicare lo scudo o la pezza divisi in quattro da due linee di partizione, nel nostro caso una posta verticalmente e l'altra posta orizzontalmente ai lati dello stemma. Questo tipo di bandiera non è del tutto nuovo: veniva, infatti usato negli anni Trenta/Quaranta, ma con una sincronia di colori e di campi diversi da quella ora adottata. Due campi identificavano il disegno a denti bianchi e rossi, talvolta anche gialli, mentre gli altri potevano variare con piccole fiamme orizzontali, piccole punte di lancia in diagonale o a motivi ondulati. Il bordo esterno variava tra il giallo ed il rosso a discrezione del pittore.
Come siamo giunti al disegno attuale?
Sono stati realizzati numerosi bozzetti cercando qualcosa di originale privo di assonanze con le bandiere delle altre consorelle, ma punto fermo sono stati i due quarti increspati bianchi e rossi, che in araldica viene definito "partizione o pezza a zigzag" tradizionalmente attribuiti alla nostra compagnia militare di San Maurizio. Per gli atri due campi il disegno migliore è risultato quello che in araldica viene definito "inchiavato in palo" ove sono rappresentate in ognuno di essi tre punte di lancia rosse contrapposte in campo giallo. Al centro lo stemma ove è raffigurato il Montone inserito in uno scudo gotico giallo oro sormontato da una corona ducale ed un cantone azzurro con una "U" maiuscola sormontata da una corona reale ispirato al disegno della concessione araldica di Umberto I del 1889.
Il bordo esterno è di colore bianco, per ingentilirne il colpo d'occhio, rendendola così più armoniosa.
Infine una particolarità che vedremo nella coppia di bandiere raffigurate è il loro essere speculari, cioè l'ordine, dei rispettivi campi, presente nell'una, che risulta essere invertito nell'altra, ciò rifacendosi alle antiche tradizioni che vedevano sfilare in piazza vessilli asimmetrici o diversi tra loro.
La definizione di bandiera è così descritta: “ Drappo di varia dimensione, attaccato ad un’asta di un solo o più colori, disposti in vario modo secondo un disegno, che rappresenta il simbolo di uno stato, di un’associazione, di un contingente militare, di un partito oppure di persone comunque raccolte per svolgere un’azione concorde”. Questo conferma, come la bandiera sia anche il simbolo della contrada, in quanto la rappresenta sul Campo, viene esposta ufficialmente dal Comune di Siena e da altri Enti riconosciuti ed usata dalla contrada stessa secondo quanto stabilito dal proprio statuto e dal Rituale contradaiolo. L’articolo 73 del regolamento del Palio recita nel suo ultimo capoverso: “......le bandiere portate dai figuranti, i bozzetti dei quali debbono essere sempre sottoposti alla preventiva approvazione del Comune”. La bandiera, come suo simbolo o emblema, compare nella storia della contrada fin dalla sua nascita e la accompagna fino ai nostri tempi, con un processo evolutivo che è rigorosamente andato di pari passo con quello della contrada stessa. Detto questo, si può facilmente evincere che l’unico ente che può disporre la realizzazione ed il suo uso è la contrada. La bandiera è sempre stata e sempre sarà il simbolo o segno di riconoscimento della contrada nel corso di tutta la sua storia e l’uso e la sua realizzazione sono regolamentati esclusivamente dalla contrada stessa.


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