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Il Barbaresco Ufficiale
a cura di Aldo Giannetti
 | | 16-08-1908 |
Questo figurante appare per la prima volta in maniera ufficiale nella composizione del primo rinnovo dei costumi del 1839, quando fu deciso che nella comparsa fosse portato il cavallo da corsa, condotto a mano da un Barbaresco, ed il fantino, che doveva montare su un "soprallasso", cioè il cavallo da parata.
In seguito è rappresentato nei disegni dei bozzetti del terzo rinnovo dei costumi del 1878 nell'atto di tenere per le briglie il barbero.
Figura mitica, perché prima che fossero introdotti i veterinari, era lui che somministrava i beveroni o le bombe nella stalla o nell'entrone prima del Palio.
Questa figura è cambiata negli anni, prima era di solito una persona esperta di cavalli che unitamente al fantino cercava di portare al Palio il cavallo assegnato nelle migliori condizioni di forma.
Successivamente è subentrata la figura del dottore veterinario, al momento elemento determinante per la cura del barbero fino alla corsa.
 | | 02-07-1946 |
A contatto con i cavalli per tutto l'anno è addetto alla stalla nei quattro giorni della festa, lo vediamo custode del proprio barbero svolgere con consapevolezza e discrezione il suo ruolo insostituibile al servizio della Contrada.
Al momento dell'uscita dall'entrone di Palazzo Comunale, lo sguardo di tutti è rivolto verso il proprio cavallo con il fantino, e nessuno si accorge di questi dieci personaggi che con orgoglio indossano il berretto bianco con la coccarda dai colori della propria contrada, una borsa, una salvietta, si avviano per San Martino, restando in pista accanto ai palchi prima di Fonte Gaia, pronti ad intervenire ad ogni evenienza durante la mossa. Figura di custode del cavallo, con conoscenza e competenza sul barbero al di sopra di quella del Capitano, totale rispetto non solo del proprio e dell'altrui cavallo, ma anche dell'altrui lavoro.
Nelle assemblee del Montone i nostri Capitani comunicavano al popolo solo il nome di uno dei due fiduciari, l'altro era scelto e votato dall'assemblea, e nella nostra Contrada fino al 1939 erano chiamati esattori del Palio, per il barbaresco era proposto un contradaiolo appassionato di cavalli che in quel momento si fosse reso disponibile, o qualcuno che avesse svolto mansioni in cavalleria durante il servizio militare o la guerra.
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