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Home : La Storia : Corporazione delle Arti


Corporazione delle Arti

a cura di Aldo Giannetti con la collaborazione di Paolo Brogini

Insegna della corporazione delle arti 'Mercanti di Seta'
Insegna della corporazione delle arti "Mercanti di Seta"
L’arte della seta officiava le proprie festività nella chiesa di Santa Maria degli Angioli detta del “Santuccio”. Il 3 dicembre di ogni anno il “Maestrato ed Arte della Seta” vi si recava per l’offerta dei ceri, omaggio votivo al proprio protettore, San Galgano, la cui testa era venerata in quell’oratorio fin dal 1549, traslata dalla chiesa di Santa Maria Maddalena.
In questo luogo allora situato negli odierni giardini del palazzo Bianchi Bandinelli, fu dal 1288 che officiavano i Cistersensi dell’Abbazia di San Galgano, che iniziarono poi nel 1474 la costruzione sull’altro lato della strada oggi via Roma, dell’omonimo palazzo sede dei loro abati, oggi adibito a facoltà universitaria.
Nella metà del 1400 questa arte divenne anche proprietaria della fonte di Val di Montone situata nel piano di Porta Giustizia e possedeva in quella zona anche un edificio situato di fronte alla demolita Chiesa di San Luca.
Nella stessa via lungo il muro sotto i giardini è visibile fin dal 1513 il tabernacolo dove veniva custodito il reliquiario del Santo di Chiusdino, definito advocato e protettore dell’Arte della Seta.
In sostituzione dell’arte dei “Ligrittieri” (venditori di panni a ritaglio) erroneamente assegnataci dal Comune nel 1981, la nostra contrada in occasione dell’inaugurazione dei nuovi costumi del settembre 2000, inalbera l’insegna della corporazione delle arti “Mercanti di Seta” dal latino “Sericae Artis” dell’arte della seta. Ha nello stemma una balla d’argento annodata su di un campo a metà rosso e verde con le iniziali S. A. bianche a carattere gotico ognuna su di un colore.
Per il legame che unisce questa arte ed il suo patrono, questo emblema è completato di un capo d’azzurro raffigurante la spada conficcata in una roccia, con ai lati due rami di frassino ritondati a fronte l’uno dell’altro.


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