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Home : La Storia : L'Emblema


L'Emblema

a cura di Aldo Giannetti

Stemma inchiostro su carta (1582)
Stemma inchiostro su carta (1582)
Il primo emblema della Contrada che appare su un’insegna portata in Piazza del Campo il 15 agosto 1506 in occasione di una “cacciata ai tori” rappresenta una colonna sopra un ponte e sopra di questa una lupa commessa (lavorata) in oro. E’ invece a forma di Montone la grande macchina di legno dove trovano posto i contradaioli durante le fasi della caccia.
Stemma affrescato (1676-1682)
Stemma affrescato
(1676-1682)
Il Montone era il simbolo prediletto degli antichi e fu motivo ornamentale per egiziani, greci e romani, ne è testimonianza la favola del Vello d’Oro. Perfino Carlo V si servì di questo simbolo per insignire di onorificenze i suoi sudditi stabilendo l’ordine del Toson d’Oro.
Eccoci alla più famosa e grande cacciata della storia senese, quella del 1546 durò tutto il pomeriggio ed al corteo delle comparse parteciparono 1220 figuranti, la nostra Contrada vi partecipò con un insegna tutta turchina e forse il colore fu ispirato dal manto della Madonna che la compagnia di Borgo Santa Maria portava sullo stemma.
Stemma in acquarello (1717)
Stemma in acquarello (1717)
Nel 1685 la nostra bandiera è di un color “gridellino” (intermedio fra il grigio ed il rosa) con su dipinto un grande montone al naturale in una valle. Presumibilmente aveva questa caratteristica anche la bandiera realizzata nel 1660 in occasione della prima apparizione della nostra contrada in piazza del campo per le corse dei cavalli, documenti riportano anche nel 1729 un montone al naturale.
Fino ad una buona parte del XIX secolo pur cambiando i colori sulle bandiere, l’animale campeggiava nella forma di un montone passante, cioè non eretto.
Disegno eseguito dal montonaiolo Giusto Gagliardi deceduto il 24 ottobre 1837
Disegno eseguito dal montonaiolo Giusto Gagliardi, deceduto il 24 ottobre 1837
Dalla seconda metà del secolo si passa poi stabilmente al montone rampante dei giorni nostri. La forma definitiva del nostro stemma si codifica con la concessione n.1527 del Ministero della Real Casa Divisione Seconda, “Visto, e si dichiara che il presente disegno, da stare allegato alla nota pari numero di questo Ministero, rappresenta graficamente la concessione consentita da S.M. IL RE di modificazioni, nelle insegne della Contrada di Valdimontone” Roma 9 febbraio 1889, il Ministro Giovanni Visone.
Stemma in oro montura di rappresentanza
Stemma in oro montura di rappresentanza
In sostanza viene concesso alla nostra contrada dal Sovrano Re d’Italia Umberto I di Savoia di apporre la proria iniziale nel cantone sinistro dello stemma, coronata dalla corona reale. Dai principi fondamentali del nostro statuto lo stemma attuale della nostra contrada viene così stabilito: “Montone rampante in campo oro sormontato da una corona ducale ed avente, in alto a sinistra, dalla parte cui è volto il Montone, su di un cantone azzurro, una U maiuscola romana sormontata dalla Corona Reale”.
Stemma sul giubbetto del fantino
Stemma sul giubbetto del fantino
Nei successivi stemmi, a partire dal 1930 la lettera U è riprodotta a carattere gotico in forma molto più distinta e raffinata come viene rappresentata in attestati, titoli ed onorificence di Casa Savoia, conservati a Roma nell’archivio del ministro della Real Casa marchese Falcone Lucifero scomparso nel 1997.
Stemma ufficiale - Araldica presente nel labaro del Magistrato delle Contrade (prot. n° 12/01 del 17/01/2001)
Stemma ufficiale - Araldica presente nel labaro del Magistrato delle Contrade (prot. n° 12/01 del 17/01/2001)
Per ora il prezioso fondo è affidato al Dr. Avv. Alfredo Lucifero il nipote a cui Falcone ha destinato l’eredità. E’ auspicabile che tale documentazione divenga patrimonio dello Stato Italiano dopo la fine dell’esilio degli ultimi eredi della famiglia Sabauda.
Il motto Ufficiale della Contrada è “Sotto il mio colpo la muraglia crolla”. Nella simbologia il nostro animale è accostato alla virtù della “perseveranza” mentre è associato al numero “90”.


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