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Home : La Storia : Il Fazzoletto Rosa


Il Fazzoletto Rosa

a cura di Aldo Giannetti

Anno 1958, sul bordo sinistro la firma di Rondone
La storia del nostro fazzoletto ha radici antiche, i primi prototipi portati al collo dai montonaioli, stando alle foto e alle cronache dell’epoca, risalgono addirittura al periodo a cavallo della seconda guerra mondiale. La povertà si faceva sentire, era necessario economizzare, perciò per risparmiare, venivano realizzati in forma triangolare, per lo più a forma di triangolo isoscele e nei più disparati tipi di tessuti che si riusciva a reperire, in gran parte realizzati da alcune donne della contrada per i propri congiunti ed amici. In quel periodo ognuno cercava ritagli di stoffe colorate, realizzava il proprio, quasi tutti erano sprovvisti dello stemma, dato che la maggior parte non sapeva disegnare e dipingere ed anche perchè era assai difficile e costoso realizzarlo. Solo dopo qualche anno apparvero alcuni con un piccolo ovale giallo in cui era raffigurato l’animale araldico, dipinto nelle più svariate forme. Non tutti avevano la stessa misura, potevano essere rosa con bordo giallo oppure rosso e giallo con una striscia bianca a dividere e bordare i due colori principali. All’inizio dell’anno 1960, per evitare al massimo questa varietà di soggetti, molte contrade fecero realizzare, come accade anche tutt’oggi, un fazzoletto ufficiale uniformando il formato, la disposizione dei colori ed il disegno dello stemma.
Fine anni 40, primi anni 50
Il mandato di bilancio n. 84 datato 10 agosto 1960 ci testimonia che la contrada fece realizzare trentatre fazzoletti in taffettas rosa al costo di lire 400 l’uno alla ditta di tessuti e confezioni Leo Tanganelli che aveva sede in Piazza del Campo 72 – angolo via del Porrione 1. Nel 1961 il secondo mandato n. 45 di lire 300 da dare al cassiere, ci ricorda la spesa da parte della contrada per la realizzazione di un berretto e un fazzoletto da dare in dono al Capitano Alfredo Pianigiani. Nel 1964, la spinta per la realizzazione definitiva per un fazzoletto ufficiale della contrada fu data dal On.do Priore Giovanni Margiacchi, dal Capitano Giovanni Cresti, con la collaborazione del camarlengo Giorgio Marzucchi e del fratello consigliere Aldo. Fu incaricato di eseguire alcuni bozzetti il professor Bruno Marzi, che già aveva realizzato per noi i costumi del corteo storico inaugurati nel 1955, e che in quegli anni dipingeva anche gli stemmi del montone per le bandiere in seta. In breve tempo il pittore dopo i primi schizzi di studio, realizzò alcuni modelli in carta che furono portati in visione alla contrada. Molte titubanze, dubbi e varie discussioni in merito ai colori, animarono le serate in società, fu deciso infine dalla dirigenza di scegliere il fazzoletto color rosa. Il motivo principale che portò a questa decisione fu l’originalità e la diversità del colore rispetto a quello ufficiale del simbolo, infatti a differenza di quello delle altre sedici consorelle non prendeva il colore dalla bandiera, ma dal giubbetto del fantino.
Anno 1964, il primo disegno realizzato dalla Contrada
La scelta cadde su di un modello semplice, lineare e gradevole, e dopo i primi momenti di perplessità fu accettato con entusiasmo da tutti i contradaioli. Un quadrato rosa, con il bordo a greca gialla che riprendeva il motivo della greca bianca riprodotta lungo il cannone della bandiera a fiamme del 1955, ai quattro angoli i tre stemmi in piccoli ovali delle nostre tre compagnie militari, ed un montone rampante coronato: era nato così il primo fazzoletto ufficiale della nostra contrada. Per l’incarico della realizzazione fu delegato il consigliere Aldo Marzucchi, in quanto lavorando in un antico setificio aveva elevata esperienza sui materiali e conoscenze su varie fabbriche del comasco. La produzione fu effettuata da una ditta specializzata in fazzoletti, sciarpe e tessuti, ubicata nella città di Como, ed il 23 dicembre 1964 un pacco con il materiale richiesto giunse in contrada, accompagnato da una nota si consegna dove si leggeva: ”Quantità n. 466 fazzoletti raso acetato satin, orlo a mano, disegno originale n° 4099, misura 80 X 80 al prezzo di lit. 800 per un totale di lit. 372.800”. Il 29 dicembre a seguire una lettera: “Saldo ordine 574, riteniamo abbiate regolarmente ricevuto i fazzoletti e che li abbiate riscontrati di vostro gradimento, alleghiamo la nostra fattura n. 96/ I”. Il nuovo fazzoletto fu venduto al prezzo di lire 1.200, furono consegnati n. 92 ai componenti il Consiglio Generale e n. 36 ad altri contradaioli con il protettorato speciale. Inoltre n. 8 furono spediti a personalità residenti fuori Siena, che in qualche maniera si ritennero degni di tale riconoscimento. I rimanenti furono posti in vendita presso l’economato della contrada. Nella successiva realizzazione, eseguita a breve tempo fu inserito nel disegno il cantone azzurro recante la lettera U di Umberto di Savoia, mancante nella prima produzione. Nel seggio del 22 gennaio 1993 l’On.do Priore informa che è allo studio una possibile modifica per la ristampa dei fazzoletti. Il modello pur restando fedele e conforme al quello del 1964, fu leggermente modificato con il disegno n° 9519 a sei colori, e per comodità ampliata anche la misura a 90 X 90. L’emblema raffigurante il Montone, ampliato ed in posa di carica, (come si suol dire nel senese, l’ariete biccia quando vuol prendere a cornate i suoi rivali), fu ripreso da quello ricamato sui costumi di piazza del 1981.
Anno 1993, il secondo disegno ufficiale della Contrada
Leggermente ingranditi e posizionati in modo esatto i tre ovali delle compagnie militari con il Borgo Santa Maria recante l’immagine della Madonna alla destra dell’emblema, San Maurizio nell’angolo opposto e Sant’Angelo a Montone alla sinistra. Furono realizzati dalla nostra attuale fornitrice di seta di Grandate - Como, in due tipi di tessuto: un certo numero in poliestere acetato di seconda scelta ad un prezzo minore, ed una quantità diversa più pregiata in tessuto taffetas, crepe de chine, seta pura 100%, ad un prezzo leggermente più alto . Nel seggio del 2 aprile 1993 viene comunicato il ricevimento del prototipo del nuovo fazzoletto, costerà alla contrada Lire 28.600 e sarà pronto per la prossima Festa Titolare. Nell’Assemblea Generale del 28 aprile viene data comunicazione che per il giro annuale di domenica 2 maggio, presso l’economato, sarà pronto e disponibile alla vendita per tutti i contradaioli. Nell'anno 2011, il cliché era ormai quasi del tutto consumato e deteriorato ed alla sua nascita predisposto solo per pochi passaggi di colore. La Contrada ha così deciso che c'erano i presupposti per realizzarlo uno nuovo e nell'occasione di proporre un disegno dell'animale più corposo anziché piatto e di un unico colore come nel precedente. Il fazzoletto pur rimanendo conforme a quello presentato per la Festa Titolare del 1993 risulta modificato nell'emblema, nell'ultimo modello abbiamo voluto rendere il manto dell'animale più lanoso ed irsuto, dando l'incarico di ipotizzare la soluzione migliore al pittore Cesare Olmastroni il quale è riuscito a dare maggiore rilievo al vello del montone. Il disegno è stato presentato al seggio del 22 novembre e successivamente approvato all'assemblea del 25. L'animale pur mantenendo gli stessi tratti originali nella figura del contorno, risulta nel manto più peloso, con lana ondulata in chiaroscuro. Per quanto riguarda i simboli delle tre compagnie militari, è stato ripreso il disegno di quelle raffigurate nel bandierone di rappresentanza dove nella pittura acquistano maggiore spessore, inoltre è stato deciso di mandare in pensione i vecchi esemplari fatti in acetato, utilizzando da ora in poi per i contradaioli solo quelli in cady di seta.
Anno 2011, ultimo disegno ufficiale della Contrada
Questo rappresenta a tutt’oggi il disegno originale realizzato e prodotto dalla nostra contrada. Il fazzoletto è nato, ed è ancora considerato, un segno di appartenenza alla contrada; può essere realizzato anche da un contradaiolo con il tessuto che preferisce, pur rispettando sempre i colori e l’araldica ufficiale della contrada, come del resto accadeva quando vennero alla luce i primi esemplari e come accade tuttora per i tamburi, i distintivi, le coccarde o altri oggetti che, pur raffigurando l’appartenenza alla contrada, non ne sono il simbolo ufficiale. Tale considerazione è confermata anche dal fatto che quest’ultimi oggetti possono essere realizzati anche non direttamente dalla contrada e venduti al di fuori di essa, contrariamente a quanto accade per le bandiere che rappresentano il “simbolo” della contrada stessa.


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