La storia del giubbetto rosa della nostra contrada nasce da molto lontano, quasi sicuramente nel 1660.
All’inizio delle carriere alla tonda, il nostro fantino vestiva di un color gridellino (delicato colore lilla, di una tonalità intermedia tra il grigio ed il rosa).
Nel palio del 2 luglio 1694, si hanno notizie che il fantino vestiva di una casacca incarnata (colore rosa, simile a quello della carne giovane e sana, ed anche di un certo tipo di colore di marmo). Nel palio del 2 luglio 1714, indossava una casacca avvinata (colore rosso, che ha una sfumatura simile alla tinta del vino). Nei palii del 5 luglio 1750 e del 4 luglio 1751 il fantino della Contrada della Valle di Montone vestiva di nuovo di un color incarnato, con ariete sulle spalle; il cavallo aveva testiera rossa e penne di colore rosso bianco e giallo. Il 16 agosto 1770 il nostro fantino è descritto con veste carnicina, con nastri dei medesimi colori e stemma sulle spalle; spennacchiera sempre nei colori rossa bianca e gialla. Nei manoscritti dell’epoca nella descrizione dei colori della spennacchiera, si evidenzia sempre i colori rosso, bianco e giallo, mai abbiamo trovato documenti con la dicitura listata di bianco, è presumibile che già in quei tempi, il bianco riportato in maggiore quantità, avesse permesso di riconoscere meglio la nostra contrada, nell’eventualità di una carriera con il cavallo scosso.
Come notiamo in questo secolo si ha un curioso uso alternativo dei colori nel giubbetto del fantino, ma la stessa cosa non succede nei finimenti del cavallo e della spennacchiera, che restano sempre ripartiti nei nostri tre colori. All’inizio del 1800, nei giubbetti indossati in piazza dai fantini, regna la massima confusione, molto spesso non si richiamano ai colori delle rispettive contrade, in quanto essi vestivano senza decoro ed a loro piacimento, soprattutto per il divertimento ed il capriccio dei rispettivi capitani.
Durante la corsa del palio, sovente accadevano degli spiacevoli incidenti con la contrada della Chiocciola, in quanto in quel periodo i colori dei due fantini ambedue rossi e gialli, variavano solo per le filettature blu da una parte e bianche dall’altra, rendendo difficoltoso dalla piazza il distinguersi degli stessi.
Nella Notificazione del 10 agosto del 1830 viene stabilito in modo definitivo la foggia ed i colori del vestiario dei fantini durante la corsa del palio, colori che saranno da questo momento quelli ufficiali delle contrade.
Questa comunicazione fa riferimento ad un campione offerto dai Sig. Celio Perini Brancadori e Luigi Romualdi, Deputati alla Festa, e conservato in Palazzo Pubblico. Si tratta di una tavoletta in legno nella quale sono dipinti i 17 fantini, recante in alto l’iscrizione: “Campione del vestiario dei fantini delle contrade di Siena da praticarsi nella corsa dei cavalli che si eseguisce nella piazza del campo”.
In sostanza la nostra contrada viene intimata di far indossare un giubbetto rosso e giallo a strisce e sterzato, tanto nel giubbino, quanto nei calzoni, cioè alternato come le altre contrade ad eccezione di Aquila, Nicchio e Torre le quali indossano un giubbino a colore unito.
La questione però non si esaurisce qui, i montonaioli evidenziano al Magistrato Civico la giusta causa che impedisce il distinguere con chiarezza durante la corsa il giubbetto della propria contrada.
Per evitare questa controversia dopo la corsa del 16 agosto 1833, fu deliberato dall’Amministrazione Civica, con i Signori del Brio ed i rappresentanti delle 17 contrade, che dal 1834 (il montone non corse mai in quel anno), il fantino del montone venisse ad indossare il giubbetto ed i pantaloni rosa pesco con mostre (rifiniture o risvolti) rosse bianche e gialle, come la bandiera della contrada, e pure lo zucchino dei colori rosso bianco e giallo. Sarà di stretto rigore di far dipingere nel giubbino del Palio, l’animale raffigurante l’effige della Contrada più o meno coronata; tale deliberazione fu approvata il 1 settembre 1833 dai Signori Magnifici Capitani delle Contrade, dalla Deputazione dei Signori del Brio e dall’Amministrazione Comunale.
La nostra contrada conserva nel proprio archivio storico un lettera, inviata dal gonfaloniere Placidi e dal deputato ai pubblici spettacoli Cosatti all’allora priore Orazio Sansedoni:
“Sig. Priore della Contrada di Val di Montone
Non Ostante,che dal campione del Vestiaro dei Fantini delle Contrade, da praticarsi in occasione delle carriere solite farsi in questa Piazza del Campo, riformato dai Sigg. Deputati ai Pubblici Spettacoli nel 1830 esistente in questa Comunità, si rilevi che i Vestiarj stessi devono essere a colori sterzati a sdrisce, tanto nel Giubbino, quanto nei Calzoni, e non di un solo colore, pur tuttavia riconoscendo la giusta causa che impedisce il distinguere con chiarezza quello destinato a rappresentare in simili circostanze cotesta Contrada, viene accordata alla medesima la facoltà domandata con Sua Istanza del 17 Andante, cioè di far vestire nel tratto Successivo il Fantino di color di Rosa, beninteso peraltro, che venga guarnito il Vestiario predetto in elegante modo degl’altri colori che compongono la Bandiera della di Lei Contrada, sottoponendo all’approvazione dei Sigg. Deputati ai Pubblici Spettacoli, tutte le volte che dai medesimi venisse richiesto a scanzo d’inconvenienti.
Ella parteciperà tale soluzione ai componenti la Contrada da V.S. rappresentata per l’esatto adempimento, conservando la presente nell’Archivio della stessa per istruzione, e regole d’ognuno, e con distinta stima passiamo a dichiararci.
Di V.S. Siena, Dal Palazzo della Comunità Civica, Li’ 20 Giugno 1835.
Devotissimi obbligati Servitori Domenico Placidi Gonfaloniere, Giovanni Cosatti Priore Deputato”.
In questa lettera si fa riferimento al campione del 1830 ed al fatto che i vestiari dei fantini devono essere tutti a sdrisce e non di un solo colore, colore che viene, tuttavia, accordato anche alla nostra contrada per le ragioni che abbiamo descritto: il Montone è rosa, mentre avrebbe dovuto essere a ”sdrisce”, da un attenta osservazione si può notare che il modello del fantino della nostra contrada raffigurato nella tavoletta è stato ridipinto, molto probabilmente dopo il 1835. Da questa data in poi, il nostro fantino ha indosso giubbetto e pantaloni rosa, di una tonalità più o meno accesa a secondo dei tipi di stoffa reperiti durante gli anni ed usati per la realizzazione, da notare anche che dal palio del 2 luglio 1946 fu inserita una bordatura bianca all’orlo dei pantaloni.
Nel 1973 il sottoscritto, in seguito all’approvazione del Capitano dell’epoca Sig Ezio Cortecci, prendendo spunto dalla bordatura del disegno dei nuovi fazzoletti rosa, apportò delle modifiche aggiungendo una merlatura o greca gialla all’intorno sul fondo schiena a bordare la parte bassa del giubbetto, modificando con lo stesso motivo i polsini gialli nelle maniche e la bordatura bianca sul fondo dei pantaloni, lasciando sempre nella parte esterna degli stessi una banda fina gialla.
Sul davanti fa spicco una larga fascia gialla, filettata di bianco ai due lati esterni in coincidenza con la parte rosa. Va ricordato inoltre che dal 1922 fino al 1925 forse per la mancata reperibilità della stoffa o per sfizio di qualche dirigente dell’epoca, la fascia gialla fu sostituita con una rossa, ma presumibilmente il rosso ed il rosa non accostandosi cromaticamente bene, fece cambiare idea e si ritornò definitivamente al giallo.
Per quanto riguarda i copricapi, per le prove il nostro fantino indossa un berretto a forma di goliardo rosso con filettature gialle e penna bianca. Per la corsa del palio, invece calza uno zucchino, prima realizzato in lamiera, e successivamente alla fine degli anni 1980 realizzato in vetroresina.
Questo caratteristico copricapo è usato per difendersi dai colpi del nerbo dei fantini delle altre contrade e soprattutto per proteggersi il capo nelle eventuali cadute sul tufo della pista.
Sempre nel 1973 il motivo a merli unitamente ad una stella dentro un cerchio dentato, inserii nei sei spicchi dello zucchino, intercambiando i colori dall’alto e dal basso, in modo che in ognuno di essi fosse rappresentato il rosso il bianco ed il giallo, colori che identificano la contrada. Negli anni a seguire, sempre mantenendo la stessa proporzione nei colori dello zucchino, ha variato con diversi motivi il disegno dello stesso, pur mantenendo sempre nelle orecchielle la merlatura o greca rovesciata, modello caratteristico solo per la nostra contrada.
Anche se i colori nell’emblema del Valdimontone sono il rosso ed giallo con liste bianche, il nostro zucchino, salvo rarissime eccezioni durante il secolo passato, è sempre stato suddiviso in sei spicchi, rosso bianco e giallo rigorosamente ripartiti in parti uguali, unitamente alla spennacchiera, segnale distintivo che il cavallo reca in fronte, anch’essa equamente divisa nei colori rosso bianco e giallo in parti uguali.
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