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Home : La Storia : I Protettori


I Protettori

a cura di Aldo Giannetti

Protettori 1685 - archivio contrada
Nel 1700 la figura del protettore all'interno della Contrada era ben diversa dall'attuale, in quel tempo venivano scelti tra i componenti del popolo, quelli che avevano un alto grado sociale, un'autorità rilevante nella città oppure notabili o nobili. Generalmente venivano nominati nelle adunanze di Consiglio. Il loro compito era quello di sostenere sia con il prestigio, ma soprattutto finanziariamente, la Contrada da ogni necessità o esigenza.
All'inizio il loro numero variava tra i sei e gli otto componenti, successivamente all'inizio del 1800 andò progressivamente aumentando, dato che le esigenze ed i bisogni erano sempre maggiori. Nel 1728 furono istituiti due tipi di protettori, quelli della Chiesa e quelli della Corsa.
Sonetto ai Protettori 1839 - archivio contrada
Questi ultimi versavano il loro contributo solamente nell'occasione della partecipazione alla corsa del Palio.
Il Bando di Violante di Baviera del 1729, testimonia l'importanza di questa figura, e stabilisce che agli abitatori di ciascuna contrada venisse riservata la facoltà di eleggere i propri nobili protettori anche fra gli abitanti fuori le mura.
Tenevano i rapporti con le autorità cittadine, anche più degli On.di Priori e dei Capitani, manifestando loro i problemi ed i bisogni della Contrada; prendevano parte agli affari della stessa, e spesso veniva concesso loro l'onore di presiedere qualche adunanza di Consiglio. Data la loro importanza, erano ritenuti responsabili del comportamento dei contradaioli di fronte alle autorità ed al Governo della città, presso le quali avevano funzioni di rappresentanza, e dovevano anche rappresentare la propria contrada in caso di controversie tra le consorelle.
Note storiche - archivio contrada
Sostenevano le spese per l'allestimento dei carri allegorici e delle livree della comparsa, e spesso i monturati avevano l'onore di sfilare per la città con i loro stemmi araldici, accompagnandoli perfino sul campo, ed in cambio del loro patronato i protettori a volte ritiravano pure i premi delle carriere vinte. Si avvalevano della loro autorità per risolvere dissidi, o conciliare contese o contrasti. I protettori richiedevano privilegi e concessioni per gli oratori delle proprie Contrade alle Autorità Ecclesiastiche, offrivano doni per l'arredo della Sede Museale e della Chiesa e le arricchivano e le rendevano più belle a proprie spese.
Nella prima metà del 1800, al momento della nomina, o "Solennizzandosi con devota pompa l'annua festa di Maria Santissima del Buon Consiglio", veniva consegnato al proprio nobile ed illustrissimo protettore, un particolare sonetto o una ode stampati su seta o pergamena, nella quale era impresso il suo nome in oro o in lettere maiuscole. Negli anni successivi veniva loro donato un mazzo di fiori di carta con un fiore dei colori della contrada, mentre i nuovi protettori ricevevano un mazzo con fiori in carta migliore o seta con in mezzo un piccolo emblema dell'animale della Contrada, scolpito in legno.
Vecchio Paggio - archivio contrada
All'inizio del XIX secolo, dato il forte numero di protettori, questa usanza cessò e fu sostituita dal dono di una piccola pubblicazione di poche pagine con le notizie storiche del proprio rione, oppure con una riproduzione litografica del paggio maggiore della comparsa, che veniva donata al nuovo protettore. Al momento della morte, data la loro rilevante importanza, la Contrada partecipava in maniera solenne alle onoranze funebri, il feretro era circondato da quattro contradaioli con in mano gli staggioli, aste di legno recanti la scritta "protettore" con il simbolo ed i colori della contrada.
Sonetto 1840 - archivio contrada
Oggi, al momento della nascita, tutti diventano automaticamente protettori, la Contrada li accoglie inviando un piccolo omaggio con il saluto di benvenuto, successivamente in occasione della Festa Titolare, viene celebrato il battesimo contradaiolo con la consegna del fazzoletto rosa e di una pergamena. Il primo vero protettore è il contradaiolo e non si è veri contradaioli se non si è anche protettori. Costui versa annualmente una quota di protettorato, che sarà diversa come importo a seconda della propria disponibilità e dei vari ruoli che andrà a ricoprire nella Contrada. Essere protettore non si esaurisce con il sostegno finanziario, ma deve dar vita ad un coinvolgimento che affini il sentirsi contradaiolo e porti all'impegno con tutte le proprie risorse, di intelligenza, di creatività, di sensibilità e di senso di fratellanza.

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