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Museo San Leonardo
a cura di Aldo Giannetti
L'ex oratorio di San Leonardo, oggi adibito a museo storico per l'esposizione di arredi, costumi e documenti di archivio, si trova sull'ultimo tratto discendente la via Valdimontone con l'incrocio di via delle Cantine, l'antico Borgo della Maddalena. Le origini di questo novello Tempio a navata unica, sorto come luogo di culto, sono antichissime e fanno risalire la sua realizzazione alla Casa Ragnoni, che nel nono secolo si trasferì nella nostra città, discendente dai conti Ardengheschi, nobile famiglia comitale, originari della Francia, che aveva un feudo nella località di Malignano, borgo tra Rosia e Sovicille, ed è per questa loro origine gallica che vollero dedicare un luogo di culto a San Leonardo da Noblat. Questo santo nacque a Corroy in Gallia, divenuta successivamente regione di Orléans, alla fine del V secolo e morì in un monastero situato nella foresta di Pauvain vicino al paesino di Noblat (Limoges) il 6 novembre 545. Entrò nella comunità di San Remigio, umile eremita, e divenne uno dei santi più popolari dell'Europa occidentale; fu venerato soprattutto per i miracoli che riguardavano la liberazione dei prigionieri, nelle pitture è sempre raffigurato con le catene ai polsi. La costruzione dell'edificio risale intorno all'anno 1095, anche se alcuni storici hanno datato i primi nuclei abitativi di quel luogo prima dell'anno 1000. Fu eretta sopra la grotta dove San Brunone, anch'esso francese, di ritorno da Roma, fissò la sua permanenza a Siena , al fine di riportare la città all'obbedienza della Chiesa. Successivamente nel 1151 questa chiesa fu affidata al Capitolo del Duomo, gruppo di Canonici addetti alla Cattedrale, che a sua volta nel 1173 la cedette ad un gruppo di monaci e cavalieri del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme detti Gerosolimitani, in seguito denominati cavalieri di Rodi e poi di Malta, ordine risalente agli anni antecedenti la Prima Crociata. Lateralmente alla chiesa vi costruirono una comoda abitazione, e nella chiesa medesima tenevano i loro comizi.
Riconosciuto dalla Chiesa come ordine religioso e cavalleresco, reclutava i suoi appartenenti tra le famiglie nobili aventi la disponibilità al sacrificio nel soccorso ai feriti, la dedizione cristiana al servizio dei fratelli ed anche la capacità di saper usare le armi. A testimonianza della loro lunga presenza in questo luogo, nella parete dietro l'abside, in alto sopra gli affreschi raffiguranti San Giovanni Battista e San Lorenzo, si può ammirare la loro insegna, la croce ottagona bianca a quattro braccia e otto punte su fondo rosso. L'insediamento di questo luogo strategico all'estremo sud della città era dovuto al transito di viaggiatori e pellegrini sulla via Francigena diretti a Roma, mentre all'estremo nord si stabilirono i cavalieri Templari.
 | | Dono del 76° G. M. del S. M. O. di Malta
a memoria dei 570 anni (1173 - 1743), nel luogo dove i cavalieri tenevano le loro assemblee |
Questo luogo era stato consacrato, come si può dedurre dal Codice manoscritto su carta bergamina dell'anno 1215, esistente nella Biblioteca pubblica comunale che porta il titolo di "Ordo Officiorum Ecclesiae Senensis", redatto dal reverendissimo canonico della Cattedrale Oderico. Ci dà notizia che come vincolo imposto nel primo di maggio di ogni anno, " il Clero Sanese portavasi processionalmente alla chiesa di San Leonardo al Montone, ove giunti vi si cantava la S.Messa della Consacrazione "; inoltre venivano recitate le litanie nel giorno dell'Ascensione, e pagato un censo annuale di otto soldi.
Il prestigio dell'ordine dei Cavalieri di Malta, venne inoltre manifestato dalla stessa Repubblica che garantì particolari benefici, come l'uso delle carbonaie tra la porta di Sant'Angelo a Montone e quella dell'Oliviera (1299), la selciatura della costa della Commenda e l'allontanamento delle meritrici dalla zona delle abitazioni.
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