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Il Tabernacolo
a cura di Aldo Giannetti
 | | tabernacolo 1927 - archivio contrada |
Tabernacolo, dal latino tabernaculum, deriv. di taberna, dal significato di dimora, capanna, edicola o cappelletta nelle quali si dipingono o si conservano immagini sacre, a scopo di devozione o protezione, posta al lato di una strada o nei muri esterni delle case e nelle chiese. Alzando lo sguardo, in ogni vicolo, piazzetta o agli incroci delle vie, è possibile vedere un' immagine della Madonna insieme al figlio.
E' la testimonianza della devozione del popolo senese; nell'epoca passata fu dichiarata patrona della città, a Lei fu consacrata, richiedendole la protezione. Siena, città della Vergine, iscrizione incisa fin dal 1200 sulle monete "Sena Vetus Civitas Virginis". Nel nostro territorio si contano sei tabernacoli, quello a cui fa riferimento la nostra contrada, per le proprie feste, è ubicato al centro sull'antica casa del pellegrino, costruzione del tardo 400, al Forcone di via dei Servi tra i n.17 e 19. L'8 settembre è la giornata dedicata dalla Chiesa alla Natività della B.V. Maria, a Siena a metà degli anni 50 fu inventata la festa dei tabernacoli, affinchè i bambini delle contrade onorassero la Madonna esposta nelle "edicole" dei vari rioni.
 | | tabernacolo anni 80 - archivio contrada |
Ogni contrada sotto la direzione dei propri addetti ai piccoli iniziò a decorare ed abbellire il proprio tabernacolo più significativo. Ghirlande, palloncini, pupazzi, bandiere, ed anche scene di vita medioevale e moderne, impersonati dagli stessi bambini, grandi e piccoli, tutti animati da una forte carica socializzante. Oggi questa festa, da noi chiamata festa della Madonna, è divenuta una tradizione radicata ed amata da tutti i bambini, che le attribuiscono grande importanza, e fanno a gara per ottenere il primo premio della giuria.
L'addobbo con festoni, ghirlande e svariati altri ornamenti con il trascorrere degli anni è servito da stimolo per effettuare anche opere di recupero in muratura, stuccatura e nella parte pittorica delle immagini che si trovavano in uno stato di degrado o di abbandono. Molti di essi sono stati quindi restaurati in questi ultimi decenni, dipinti, affreschi, sculture e bassorilievi ed oggi rappresentano per la città un vero patrimonio artistico.
 | | tabernacolo 2010 - foto mauro agnesoni |
Nel nostro tabernacolo notiamo un bassorilievo in stucco, Madonna con Bambino, dei primi anni del sec. XX che ha sostituito un affresco di Francesco Franci del 1685 ora perduto. L'immagine attuale è un calco ricavato da un bassorilievo marmoreo giallo Siena, conservato presso la collezione Chigi Saracini.
Come possiamo constatare da vari documenti, Leopoldo Sostegno Guglielmi, parroco della parrocchia di San Clemente in Santa Maria dei Servi, prese accordi con la R. Soprintendenza all'Arte medievale e moderna, e il 1 maggio 1926 fece rispettosa domanda al Sindaco di Siena, per ottenere un permesso relativo all'occupazione di suolo pubblico di metri 2 x 3 per la durata di giorni 30, per riportare a decoro il tabernacoletto situato al bivio di via dei Servi, sotto la direzione del prof. Arturo Viligiardi, abitante in palazzo Bianchi.
 | | tabernacolo 2010 - foto mauro agnesoni |
Il giorno 3 fu dato il nulla osta alla concessione per mq 6 con il pagamento della relativa tassa di 22,50 di occupazione, successivamente rimborsata al sig. Emilio Santucci il giorno 15 dall' ufficio economato comunale.
Trascorsi alcuni decenni, alla fine della guerra, fu rifatta una piccola opera di manutenzione ed il fondo fu affrescato con un semplice motivo damascato dal pittore Bruno Marzi. Nell'anno 2002 la Soprintendenza approvò un nuovo progetto d'intervento richiesto dalla Contrada con l'intento di riportarlo all'antico splendore. La restauratrice, nostra contradaiola Monica Ciabatti, iniziò a fare dei saggi di pulitura, e con stupore, nel grigio dell'architrave e delle due paraste, i pilastri incassati nella parete, apparve il color verde acqua, con delle cornici marroni. Il bassorilievo della Madonna con il Bambino, non era di gesso, ma di cemento, e negli angoli venne trovato del pigmento giallo. Grattando il fondo, venne alla luce ancora integro il vero colore celeste carta zucchero.
Dipinto il fondo, con la tecnica a spolvero fu riportato il motivo floreale in oro zecchino. Il vaso dei fiori è stato sostituito da un cuscino floreale; la piccola lanterna da due faretti museali ed i due candelabri porta ceri a sette braccia in ferro battuto, tolti e ricollocati in particolari ricorrenze. L'immagine sacra di cm 60x80, alta da terra 2,70 fu benedetta con il nuovo restauro in occasione della Festa della Natività dell'8 Settembre 2002.
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