Portata dagli Angeli - Mater Boni Consilii

testo di Paolo Brogini

La patrona della Contrada di Valdimontone è la Madonna del Buon Consiglio che celebra la propria festività il 26 aprile: non molti però conoscono la sua storia e ancora meno come essa è giunta fino a noi. Vediamo quindi di ripercorrerne brevemente le tappe. Il 25 aprile 1467, a Genazzano, un piccolo centro situato a sud di Roma fra Palestrina e Anagni, durante il Vespro per la festa di San Marco, apparve “miracolosamente” in un muro della chiesa intitolata a Santa Maria del Buon Consiglio un’immagine raffigurante la Vergine col Bambino. In quegli anni l’edificio, affidato dai principi Colonna agli Agostiniani nel 1356, era in fase di ristrutturazione e di ampliamento, ma i lavori avanzavano in maniera lenta a causa delle difficoltà economiche in cui versava l’Ordine. Immediatamente dopo l’”apparizione”, cominciò a diffondersi il culto locale, dovuto ai numerosissimi miracoli avvenuti nel borgo laziale.
Nel 1482, venne redatta dal padre Generale degli Agostiniani, Ambrogio Massari da Cori detto Coriolano, la prima leggenda che celebrava la miracolosa apparizione, dove però non si parlava di un tema fondamentale, quello della provenienza dell’immagine, che sarebbe divenuto centrale in seguito. Due secoli più tardi, infatti, nel 1630, in occasione della visita a Genazzano del pontefice Urbano VIII (il fiorentino Maffeo Vincenzo Barberini) per implorare aiuto contro la peste, si iniziò ad affermare che l’immagine proveniva da paesi remoti a provincia Illiris si sarebbe detto nel 1660, e si specificarono le modalità di traslazione, cioè ab Angelis. Nel 1679 il luogo di provenienza fu individuato nei più remoti paesi della Schiavonia, mentre due anni più tardi, nel 1681, si precisò ulteriormente come l’immagine, sempre ad opera degli Angeli, si spiccasse da un muro di una chiesa di Schiavonia. Nel XVIII secolo cominciò a circolare l’idea che la provenienza dell’icona miracolosa, che genazzanesi in quell’epoca chiamavano Madonna del Paradiso, fosse l’Albania. In modo specifico nel 1748 l’apparizione di Genazzano fu messa in relazione con alcune tradizioni orali cristiane albanesi, secondo le quali, alla fine del XV secolo, durante le fasi finali della conquista dell’Albania da parte degli infedeli Ottomani, sarebbe stata portata via dagli Angeli un’immagine presente nella diruta chiesa della SS. Annunziata di Scutari. Ma perché proprio dall’Albania? Qual era il nesso che legava l’immagine di Genazzano con quel paese al di là dell’Adriatico? In quella terra, alla fine del Quattrocento, il leggendario principe cattoli Giorgio Castriota detto Scanderbeg (1405-1468), teneva in scacco il poderoso esercito dei Sultani dell’Impero Ottomano Murad II e Mehmet II. Fino alla morte, avvenuta nel 1468, lo Scanderbeg, che aveva appreso l’arte militare proprio tra i Turchi ( Iskender Beg era infatti il nome da lui quando militava nelle armate ottomane), impedì per oltre venti anni a questi ultimi di impadronirsi dei territori che formavano la regione albanese. Scutari sarebbe, infatti, caduta solo undici anni più tardi, nel 1479.
Probabilmente queste tradizioni orali si diffusero proprio grazie ai cristiani di Albania sfuggiti all’avanzata islamica di quegli anni e approdati lungo le coste adriatiche e nel centro Italia, assai presenti nel clero secolare e regolare: una cosa analoga avvenne a proposito del culto della Santa Casa di Loreto, anch’essa, secondo la tradizione, trasportata dagli Angeli. Nel 1778, la Sacra Congregazione dei Riti, autorizzata dalla Santa Sede, certificò quella leggenda, formatasi nel corso di due secoli, secondo la quale gli Angeli avrebbero trasportato l’immagine della Madonna da Scutari a Genazzano; la Madonna del Buon Consiglio è per questo motivo Patrona dell’Albania (così fu decretato nel sinodo dei vescovi albanesi del 1895, anche se tutt’ora manca la proclamazione formale da parte della Santa Sede) e, a partire dalla fine del XIX secolo, frequenti sono stati i pellegrinaggi dei cristiani albanesi a Genazzano. Nel 1993 papa Karol Wojtyla, Giovanni Paolo II, avrebbe poi benedetto la pietra angolare del Santuario a lei dedicato a Scutari, inaugurato nel 1998. Il culto della Madonna del Buon Consiglio, dapprima locale, venne portato dagli Agostiniani nel Lazio e nel resto d’Italia, soprattutto in Veneto e Lombardia, ma anche in Liguria e Trentino; al Sud in Campania, Puglia e Sicilia. Nel XIX secolo la sua diffusione fu mondiale, con la fondazione di chiese negli Stati Uniti (dove venne introdotto da immigrati italiani) e nelle Filippine. Già nel Cinquecento, però, gli Agostiniani avevano propagato la devozione della Vergine del Buon Consiglio in Spagna, Francia e Austria. Nel XX secolo, infine, anche l’America Latina, L’Africa e l’Australia conteranno templi dedicati alla Madonna del Buon Consiglio. Molti pontefici nel Settecento contribuirono a propagarne e valorizzarne il culto: ricordiamo in particolare Clemente XI (Giovanni Francesco Albani, nato a Urbino, ma di famiglia di origine albanese) e Benedetto XIV (il bolognese Prospero Lambertini), sotto il cui papato avvenne la fondazione della Pia Unione, volta a diffondere la devozione alla Madonna di Genazzano; tale associazione, costituita il 2 luglio 1753, e a cui aderirono lo stesso pontefice, il re di Spagna, Ferdinando VI, e oltre 180.000 fedeli, ne approvò ufficialmente il culto e lo promosse in tutta Europa. Importantissima fu poi, alla fine dell’Ottocento, la figura di papa Leone XIII (Vincenzo Gioacchino Pecci, nato a Carpineto Romano), molto devoto alla Madonna del Buon Consiglio (aveva un precettore agostiniano). È lui che innalzò il Santuario di Genazzano al rango di Basilica minore (1903), e soprattutto introdusse l’invocazione Mater Boni Consilii, ora pro nobis nelle Litanie Lauretane, che si recitano in fondo al Rosario, estendendo il culto all’intera Chiesa Universale; inoltre sancì la celebrazione liturgica il 26 aprile (mentre a Genazzano si continua a festeggiare il 25). Ed è a questo punto che si intrecciano le sorti della nostra Contrada con quelle di questa icona mariana proveniente da lontano. Vediamo come: nel 1742, il Montone, ebbe gravi dissapori con la Confraternita della SS. Trinità e l’anno successivo fu sloggiata dal suo oratorio; grazie ai buoni uffici del genovese frate Silvio Saluzzo, Commendatore dei Cavalieri di Malta di Siena, ottenne l’uso della chiesa di San Leonardo appartenente all’Ordine. La chiesa era, tuttavia, vuota e priva di arredi. La Contrada andava cercando, in particolare, un’immagine sacra da esporre alla venerazione dei fedeli. L’occasione si presentò quando un protettore del Valdimontone, il canonico Fabio Bichi, (del ramo dei conti di Scorgiano), volendo restare anonimo, nel 1756, si offrì di donare un quadro raffigurante la Madonna del Buon Consiglio trasportata dagli Angeli a Genazzano. Lo fece, come specifica espressamente la memoria ottocentesca a noi arrivata, sul riflesso di promuoverne il culto”. Il Valdimontone, che aveva allora come patrona l’Assunta, accettò il donativo, con l’impegno che il quadro sarebbe restato sempre alla Contrada. Giovanni Antonio Catani dipinse l’opera a olio (datata 1757), con l’aiuto decisivo del suo maestro Galgano Perpignani, e del sacerdote Tommaso Bonechi, che dette l’ultima mano al volto della Vergine. Si trattava, né più, né meno, di una delle moltissime copie di quella Madonna che circolavano per tutta Europa dopo il 1753: il culto della “nuova” immagine impiegò davvero poco tempo ad affermarsi nella nostra Contrada. Il quadro, consegnato dal parroco di San Pellegrino, Giacinto Giorni, al Priore del Valdimontone, Ignazio Nicola Forconi, anch’egli sacerdote, fu esposto per la prima volta sull’altare maggiore del San Leonardo la mattina del 16 Agosto 1757. Ma il fatto più straordinario per i montonaioli fu indubbiamente che Il fantino Domenico Laschi detto il Lasca centrò quella sera una clamorosa vittoria per i nostri colori, correndo con addosso “un’immagine” della Madonna. Non c’era migliore maniera per far attecchire anche qui la devozione popolare per la Madonna del Buon Consiglio. Dopo alcuni casi di grazie e numerosi eventi ritenuti miracolosi, il 16 ottobre 1761, con rescritto di Orazio Bandinelli, Vicario generale dell’Arcivescovo di Siena, venne anche fondata una confraternita laicale, la Congregazione della beata Vergine del Buon Consiglio in San Leonardo; l’anno seguente, tale Compagnia venne ufficialmente aggregata all’omologa Arciconfraternita romana con sede in San Pantaleo a Monti. La Congregazione, i cui membri erano vestiti con cappa bianca, cordone turchino e un piccolo tondellino rosso sopra la medesima, fu attiva da quell’anno fino agli albori del XX secolo, quando se ne perdono le tracce. Dal 1757 al 1908 Il Valdimontone avrebbe celebrato, per così dire, due festività con la celebrazione dell’Assunta nel mese di agosto, la festa titolare vera e propria, e con l’officiatura solenne del triduo che si svolgeva in aprile. Questa prassi “anomala” fu interrotta nel 1908, allorquando la Contrada decise (soprattutto grazie alle sollecitazioni e i buoni uffici del Vicario don Arturo Bartalini e del consigliere di Seggio Alfredo Liberati) di elevare la Madonna del Buon Consiglio al rango di patrona della Contrada, in sostituzione dell’Assunta che ne era stata patrona fin dagli albori della propria esistenza.