I Primi Capitoli Statuari

Consultando il Registro dei Verbali  A del Valdimontone, che va dal 2.9.1685 al 3.6.1731, ho voluto verificare quando per la prima volta, nelle assemblee fosse sorto il problema di dotarsi di capitoli da rispettare per la nostra Contrada. Prima del 1686 i nostri contradaioli si radunavano per deliberazioni, ed elezioni nelle case degli abitanti, tra cui Provveditori o Alfieri, (dal 1704 la figura di Provveditore fu cambiata in Priore, mentre l’alfiere era colui che custodiva nella propria abitazione l’emblema ufficiale del Montone). Dal 24.6.1686 li troviamo radunati o nella Chiesa o nella Sala Capitolare della Venerabile Confraternita della SS. Trinità. É opportuno constatare come in quegli anni ci fosse molta devozione tra i montonaioli, verificabile anche dal luogo dove si riunivano. Inoltre, ogni assemblea veniva aperta con queste parole: Radunata la Contrada di Valdimontone nella venerabile Confraternita della SS. Trinità, oppure: radunati gli abitatori nella cappella della SS. Vergine, concessaci nella Venerabile Compagnia, oppure: nel nome di Dio e della gloriosa e immacolata sempre Vergine Maria, dopo recitato il S. Vespro alla SS. Vergine e cantato secondo il solito, dopodichè a seguire l’assemblea. 

 

Domenica 7 agosto 1729

A ora di vespro convocato suono di tamburo il Capitano […] di poi l’On.do Priore R.do Lorenzo Rocchi espose, come erano nati a cagione dell’ultimo conseglio fatto intorno alla corsa del palio molti sconcerti e disturbi nella nostra contrada, per ovviare a quali stimava bene doversi fare ordini, e statuti per l’avvenire da osservarsi per andare in tutte le cose d’accordo, ed in pace, che però data licenza Giovanni Savini chieste, ed ottenute per consegliò che si deputassero due, che vedessero le costituzioni dell’altre contrade, e stendessero i Capitoli, quali veduti, e ben considerati dagli Ill. mi Sig. ri nostri Protettori si ranni il general conseglio di nostra contrada, ed ad uno ad uno si mandino a partito, e mandata a partito detta consegliata fu venta ed approvata per voti B. 18 N. 2.

Essendo stata approvata detta consegliata furono Deputati l’Ill. mo Sig.re Giovanni Battista Arrighi protettore, ed il D.re Giuseppe Antonio Visconti, [ … ] fatta di nuovo proposta, atteso il silenzio.

 

Giovedì adì 2 febbraio 1730

Dopo l’ore 24 avendo prima mandato a tutte le case di nostra contrada il Donzello con inviti stampati, e con precedente suono di tamburo cantate prima le litanie della B B. ma Vergine convocato il conseglio di nostra contrada nella chiesa della Compagnia della SS. ma Trinità con l’intervento dell’Ill. mi Sig. ri Galgano Lucarini, Calanio della Ciaja, Giovan Battista Arrighi, e Cino Cinughi protettori assenti l’altri essendo abitatori in n° di 43.

A proposta dell’On.do Priore R.do Lorenzo Rocchi e il D.re Giuseppe Antonio Visconti uno dei Deputati per stendere i Capitoli da osservarsi per l’avvenire in nostra contrada andato in mezzo disse d’avere assieme con l’Ill. mo Sig.re Giovanni Battista Arrighi steso i Capitoli, che li parevano più praticabili, ed averli fatti vedere ed approvare dagl’Ill. mi Sig. ri Protettori, quali presentò alla presenza di tutti all’mo On.do Priore, quale ringraziò della fatica che avea fatta, e sopra ciò fatta proposta, e data licenza all’Ill.  Sig. re Galgano Lucarini primo Protettore consegliò, che si legghino ad uno ad uno tutti, ed ad uno ad uno si mandino a partito, e passando per i due terzi s’intendino approvati, e per l’avanti inviolabilmente si devono osservare, e mandata a partito detta consegliata fu approvata, a pieni voti B. 43 N. –

Di poi letti ad uno ad uno furono approvati come segue, essendo cresciuto il n° fino a 45.

Cap. 1  – Del numero dell’ uffiziali di nostra contrada B. 43 N. 2.

Cap. 2  – Del modo di fare il Priore, e Vicario, e loro uffizio ed Autorità fu vento per B. 41 N. 4.

Cap. 3  – Del modo d’eleggere il Maestro de Novizie suo ufficio fu vento per voti B. 40 N. 5.

Cap. 4  – Del Sagrestano, e suo uffizio: fu vento per B. 38 N. 7.

Cap. 5  – Dell’ uffizio del Camarlengo, e modo d’eleggerlo B. 41 N. 4.

Cap. 6  – Dell’Accattani, e suo obbligo B. 42 N. 3.

Cap. 7  – Dell’apparato da farsi per la processione nell’ottava del SS. mo Corpo di Xto B. 41 N. 4.

Cap. 8  – Della nostra Principal Festa e suoi Sig. ri per B. 38 N. 7.

Cap. 9  – Dell’Adunanze da farsi nell’ Oratorio per B. 41 N. 4.

Cap. 10 – Del modo di radunare il Conseglio per B. 37 N. 8.

Cap. 11 – Del modo di far Conseglio, e di chi deve ad esso intervenire fu vento per B. 39 N. 6.

Cap. 12 – Del modo da tenersi nell’inviti di corse di Palj, e d’altri pubblici spettacoli B. 40 N. 5.

Cap. 13 – Dell’Uffiziali da farsi per le corse de Palj, ed altri pubblici spettacoli fu vento B. 40 N. 5.

Cap. 14 –  Dell’ Uffizio di detti Uffiziali per voti B. 41 N. 4.

Di poi fu fatta proposta ed atteso il silenzio.

 

Dom. ca adì 11 giugno 1730

Cantato il Vespro della BB. ma Vergine convocati l’abitatori della contrada del Valdimontone precedente il suono di tamburo, in n° di 32, […] fu letto il Capitolo 2 e confermati On.do Priore il R.do Lorenzo Rocchi e Vicario il R.do Giovanni Gagliardi. Letto poi il Capitolo 5 trattante il modo d’eleggere il K, restò eletto Niccolò Catani. Di poi letto il Capitolo 6 dell’ accattani e suo obbligo e si vennero a far segnare per accattare un mese per cischeduno da asegnarsili il mese dal K, 12 abitatori. Di poi letto il capitolo 13, onde rimase capitano Giovanni Bensi, quale accostatosi alla sedia nominò per restarne, un alfiere, un sargente, un tenente, un caporale e cercatori del denaro per la corsa per restarne a mente del medesimo Capitolo. […].

Fatta di nuovo proposta e atteso il silenzio.