A cura di Aldo Giannetti
La parola di origine ebraica “cabala” vuol significare interpretazione e chiarificazione, la si usava in tempi antichi per trarre spiegazioni e decifrazioni. La scienza che determina o tenta di dare una spiegazione ai sogni e predire il futuro è detta oniromanzia, e l’interpretazione del sogno è sempre stata associata ad un particolare numero da giocare.
Tutte le contrade si identificano con un numero ed a questo è associato un significato, anche se, come vedremo, di difficile interpretazione. La nostra contrada si identifica con il numero 90.
Il gioco della tombola nelle Società delle contrade iniziò presumibilmente con la loro nascita, nell’ultimo trentennio del 1800, in piccoli locali dove i contradaioli trascorrevano momenti ricreativi e di svago. E’ in questi anni che nascono i numeri con i quali vengono identificate le contrade. Seguendo il concetto della cabala, questi numeri dovrebbero corrispondere all’animale o al simbolo di ogni singola contrada, invece nessun numero corrisponde a quelli riportati nei sogni dei vari manuali. Da ciò si può dedurre che i senesi, sempre originali nei loro modi interpretativi, si siano attribuiti i propri numeri seguendo una logica propria dell’epoca.
Molti anni fa era moda, specie all’inizio del 1900, da parte dei botteghini del lotto, esporre i numeri delle contrade combinati in cinquine. Non di rado accadevano delle vincite al botteghino del Lotto del famoso Domenichino, detto il gobbo della fortuna, ubicato in via dei Pellegrini.
E’ da ricordare, per capire l’importanza che ricopriva questo gioco, la grande tombola che si svolgeva nei giorni precedenti il Palio in piazza del Campo, dove venivano collocati tre tabelloni visibili da ogni punto della piazza ed i numeri venivano estratti preceduti da uno squillo di tromba; se la sorte faceva uscire il numero corrispondente ad una contrada grande e numerosa per quell’epoca, rimbombava un boato al grido di “daccelo”. Fino a qualche decennio fa le tombole si svolgevano tutte le settimane in ogni contrada, anche in due diverse società nel solito pomeriggio ed in quel caso venivano fatte ad orari sfalsati. Vi accorrevano i tombolai di professione, si fa per dire, ognuno con i propri riti e scaramanzie. Nella nostra Società di Castelmontorio si svolgeva sempre nel primo pomeriggio di ogni mercoledì. E’ in questi locali, che, quando veniva bandito un numero di una contrada, sorgeva spontaneo pronunciare il nome della stessa in luogo del numero. Non possiamo dire altro sulle origini e sul significato dei numeri di contrada, perché non abbiamo trovato nessuna notizia su verbali o manoscritti, e nessuno, anche tra i vecchi montonaioli interpellati, ci ha saputo dare una precisa spiegazione. L’interpretazione più logica che possiamo dare, è l’associazione al numero civico della via dove era ubicata la prima sede della Società, ma nel nostro territorio il numero più alto è il n° 83 nella Porta Romana dell’odierna via Roma. Potrebbe anche significare l’ultimo numero della tombola che corrisponde all’ultima contrada in ordine alfabetico, ma molto probabilmente nel Valdimontone fu scelto il 90 perché è il numero della paura, dell’apprensione, la paura degli avvenimenti quotidiani, oppure per incutere paura o terrore alle altre contrade. Come si usa dire, “La paura fa 90”.