Così in terra come in cielo

MARCO ACQUAFREDDA

Sede Museale della Contrada di Valdimontone

Il giorno 23 Aprile 2025 viene inaugurata l’installazione permanente “Così in terra come in cielo”. L’intervento si fonda su due particolari attenzioni: il rispetto della struttura ospitante, progettata dall’architetto Giovanni Michelucci in collaborazione con l’architetto Bruno Sacchi; il desiderio di far partecipi dell’operazione, se non tutti, parte dei contradaioli che l’artista ha incontrato durante il processo di nascita dell’opera. Sono state realizzate 48 “stelle”, il numero delle Vittorie della Contrada di Valdimontone fino al 2025, anno della commissione.

Il primo sopralluogo alla sede museale è avvenuto al buio. La suggestione di un cielo stellato si è svelato al di sopra dello spazio aperto dell’anfiteatro a gradoni. È l’ambiente che collega il livello superiore esterno con il giardino sottostante, luogo deputato al laico Battesimo Contradaiolo. Da questa premessa l’artista ha voluto riportare le stelle ad una dimensione “umana”. Ridistribuirle a terra rispecchia il sentimento del lavoro sul tempo (luce delle stelle) per “fissarle” in uno spazio fisico (luogo d’incontro e di raccolta). Da queste premesse il titolo dell’operazione “…così in cielo come in terra”, cambiando volutamente l’ordine delle parole prese in prestito dalla preghiera del Padre nostro “…come in cielo così in terra”. Il rito, laico o religioso che sia, determina regole che decretano lo svolgimento di un’azione sacrale. Le azioni scandiscono tempi ad intervalli più o meno lunghi all’interno della vita dell’uomo e della comunità a cui appartiene. Il battesimo decreta una nuova appartenenza ad una comunità e questo durerà per tutta la vita. Raccogliere frutti, una condizione stagionale che si perpetra nel tempo, fa dell’atto stesso un rito. Numerose sono le “galle” raccolte dall’artista. La “galla” o “cecidio” non è un frutto né un seme, ma una “ciste” che si forma dal proliferare di funghi, batteri o organismi che transitano sulla pianta. Le galle sono la risposta difensiva a questi organismi estranei. Gli insetti si ciberanno dell’esca, l’albero lascerà cadere la stessa e il legno della pianta rimarrà così intatto. Ogni galla ha forma e dimensione unica. Per la forma sferica e per dimensione, ricorda il gioco senese dei “barberi”. Le galle raccolte sono state scelte da un gruppo di contradaioli e successivamente sono state fuse in ottone. La galla è infatti costituita da materiale legnoso che, bruciando, permette alla colata di metallo di sostituirne la forma originale. Gli oggetti prodotti, unici nelle loro caratteristiche peculiari ed imperfezioni, sono muniti di un perno anch’esso in ottone che è stato inserito e fissato praticando un piccolo foro lungo il perimetro in cemento dipinto di bianco che definisce la zona dell’anfiteatro. Le piccole fusioni sono state applicate in ordine sparso su piani differenti e visibili da altrettanti punti di vista. La stessa distribuzione, casuale o per meglio dire spontanea, simula una mappa stellare ipotetica. Non è imitazione di una zona specifica del cielo, ma segno del passaggio di un essere umano. Sarà il tempo ad ossidare progressivamente le galle in ottone, cambiandone lentamente d’aspetto.

Il giorno 19 Agosto 2025, in seguito alla Vittoria della Contrada di Valdimontone nel Palio del 16 Agosto

è stata aggiunta una 49° galla.

                                                                                                                                Immagini di Andrea Buzzichelli

MARCO ACQUAFREDDA (bio)

Nasce a Siena nel 1977. La sua formazione artistica inizia all’Istituto d’Arte di Siena nella sezione di pittura per poi proseguire all’Accademia di Belle Arti di Firenze nella scuola di pittura del Prof. Ulivi e Granchi. Dal 2006 si è dedicato alla didattica insegnando materie artistiche in vari ordini di scuola nella provincia di Siena. Le sue opere “oscillano” tra pittura e scultura e sono influenzate dalla continua ricerca di un dialogo con la natura. I suoi lavori, spesso concepiti da una narrazione “seriale”, indagano i nessi visibili e invisibili tra uomo, spirito e materia, in una continua ricerca formale multidisciplinare.